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MELUCCI intervista

40 ANNI NEL PORTO SONO TANTI

ADOLFO MELUCCI, EX LAVORATORE PORTUALE

Sono Adolfo Melucci ho lavorato circa 40 anni in porto, ho svolto un ruolo amministrativo presso la Compagnia Portuale e sono stato anche dirigente sindacale del porto. Io con i miei colleghi delle organizzazioni sindacali siamo stati tra quelli che hanno sollevato critiche rispetto a una possibilità  che Taranto fosse stata esclusa dai porti individuati come sede di un’Autorità  Portuale, perchè la legge 84 ha avuto un iter travagliato.

Dopo 23 decreti, se non ricordo male, Taranto si mobilita e attraverso le denunce, le proteste che furono fatte Taranto riuscirà a inserirsi nel numero dei porti. La legge 84 ha regolato un po’ il mercato del lavoro in porto, prima l’unica società  che era autorizzata a fare operazioni di imbarco e sbarco era la Compagnia Portuale, la storica Compagnia Portuale nata nel 1929. Aveva l’esclusiva.

Con la legge 84 si è diviso il mercato del lavoro tra imprese portuali regolarmente autorizzate, le società  di lavoro temporaneo e anche le attività di servizi in qualche modo sono state regolamentate in maniera diversa. Quindi il mondo del lavoro è cambiato completamente perchè prima c’era una specie di monopolio delle operazioni che in qualche modo però erano garantite dallo Stato, perchè la legge che istituiva le compagnie portuali nacquero direttamente dallo Stato. Ma una cosa strana perchè di solito le cooperative nascono per volontà dei soci. La Compagnia Portuale nacque per legge. In effetti anche il modo di lavorare sulle banchine ha cambiato, perchè se lei tiene presente che quando nacque la Compagnia Portuale le operazioni erano ancora fatte a mano.

Si sbarcava il carbone con le famose coffe, 50-60 kg, era un lavoro molto faticoso, per cui bisognava avere anche dei requisiti fisici per poter lavorare in porto. Oggi no, oggi la tecnologia e l’evoluzione consente a chiunque di poter lavorare in porto. Non a caso abbiamo anche delle donne che fanno i lavoratori portuali. Anche l’evoluzione della disciplina del lavoro portuale è continuamente aggiornata, adesso tiene conto di più dalla sicurezza, per esempio.

Si usano i mezzi meccanici che prima non in tutti i porti c’erano. Se lei considera che la prima gru forse a Taranto è arrivata alla fine dell’Ottocento, voglio dire, oggi quanti mezzi ci sono che aiutano a velocizzare le operazioni portuali. Quaranta anni sono tanti, perchè qui ho avuto la possibilità  di conoscere tante persone e fare tante esperienze di crescere anche umanamente, ma soprattutto ho capito l’importanza per una città  di avere un porto che funzioni.

Errori in passato ne abbiamo fatto un po’ tutti quanti, però oggi credo che Taranto deve riappropriarsi del suo porto e deve guardare avanti con fiducia, però per farlo bisogna che tutti conoscano bene il porto, sia la storia recente, ma anche quella passata che ci insegna a gestire meglio le sfide del futuro. Sono un cultore della storia del porto, quindi ho raccolto tre secoli di storia del porto, ma solo per il piacere di scoprire cose, storie, fatti, eventi, persone che hanno – negli ultimi tre secoli – gestito, lavorato in porto e ho scoperto tante cose anche curiose. Taranto è partita male rispetto agli altri porti del Nord perchè c’è stata una sperequazione in passato, dopo l’Unità  d’Italia i grandi investimenti furono fatti al Nord nonostante le sollecitazioni, le denunce, le proteste che Taranto fece. Solo all’inizio Novecento noi cominciamo ad avere un po’ di finanziamenti per le nuove opere portuali quando già  Genova, Livorno, Venezia erano già  partiti grandi investimenti.

Dopo l’Unità  d’Italia non c’è stata una politica portuale italiana che ha equilibrato un po’ e distribuito un po’ le opportunità  per il traffico commerciale. Noi abbiamo scontato ritardi e situazioni che hanno un po’ appesantito il lavoro di chi ha dovuto decidere alcune cose. Il fatto stesso che il porto era pressantemente controllato dalle esigenze industriali ha mortificato un po’ anche le altre esigenze, cosa che adesso ovviamente non può e non deve essere.

 

*** Trascrizione generata automaticamente ***

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