Seguici su:

Facebook Instagram
  • Italiano
  • English

Carmelo Fanizza intervista

Carmelo Fanizza, Presidente Jonian Dolphin Conservation

Jonian Dolphin Conservation

Sono Carmelo Fanizza, fondatore e presidente della Jonian Dolphin Conservation.

Il nostro gruppo di lavoro nasce nel 2011 e si occupa sostanzialmente di studio, tutela e conservazione dei cetacei qui nel Golfo di Taranto.

Nasce come un progetto associazionistico sul territorio tarantino si sviluppa e diventa un vero e proprio progetto di comunità.

Il progetto di comunità dello Jonian Dolphin

Un progetto di comunità che ha lasciato in questo decennio un impatto importantissimo dal punto di vista sociale su questo territorio.

Vengono coinvolti nei nostri programmi di ricerca, nei nostri programmi di sensibilizzazione, tutte le scuole di ogni ordine e e grado anche a livello universitario, non solamente sul territorio locale ma anche nazionale ed internazionale.

Vengono a trovarci per effettuare e per svolgere i nostri Marine Biology Camp dagli Stati Uniti, dal Canada, dall’Australia.

Inoltre, siamo in stretto contatto con il tribunale per lo svolgimento di lavoro di pubblica utilità, per il recupero e il riadattamento sociale di soggetti a rischio.

Quindi , un’importante funzione sociale per questo progetto di comunità.

Il golfo di Taranto habitat naturale per i cetacei

La città di Taranto è legata da un legame quasi imprescindibile con i delfini e con i cetacei, basta immaginare che il logo di questa città è proprio un delfino sul cui dorso, circa 4000 anni fa, Taras fondò la città di Taranto.

Un legame, non solamente dal punto di vista mitologico, ma un legame che è molto importante anche dal punto di vista ambientale.

Il Golfo di Taranto, nello Jonio settentrionale, rappresenta una delle aree più profonde di tutto il Mediterraneo, superando i cinquemila metri di profondità.

Nel Golfo di Taranto queste profondità si riducono a circa duemila e questi profondi canyon, caratterizzati dalla Taranto Valley, dal canyon di Taranto, rappresentano l’habitat ideale per diverse specie di cetacei.

In queste acque, infatti, è possibile avvistare il tursiope, il classico delfino dal naso a bottiglia, che sono degli animali costieri…

Tursiops Truncatus, oppure la più numerosa stenella, stenella striata, con gruppi familiari composti anche da oltre 400 esemplari.

In questi anni, l’imponente campagna di ricerca scientifica portata avanti dal nostro gruppo di lavoro ha avvistato con una frequenza sempre maggiore anche il capodoglio, il più grande predatore attualmente in vita sulla terra e che ad oggi rappresenta il nuovo simbolo della Città di Mare, Taranto capitale di mare.

Non è difficile poter avvistare il sabato e la domenica, magari, quando i bambini sono in barca a vela a navigare nella rada di Mare Grande, questi splendidi animali.

Quindi, la loro conservazione passa sicuramente attraverso una forte campagna di comunicazione: ospitiamo a bordo dei nostri mezzi ogni anno oltre diecimila persone.

Il legame con la Grecia attraverso i capodogli

Taranto capitale, culla della Magna Grecia sembra non aver interrotto questi ponti di congiunzione con quel territorio.

Recenti scoperte scientifiche ci consentono di dire che i capodogli, che oggi sono presenti nelle nostre acque, sono e transitano spesso nelle acque della Grecia.

Quindi, sembra che ci sia proprio un corridoio che colleghi le nostre acque, le acque del golfo di Taranto con le acque del trench ellenico.

I delfini e i cetacei in generale sono degli animali straordinari, caratterizzati da un percorso evolutivo di oltre 50 milioni di anni,

quindi sono delle vere e proprie macchine perfette.

A bordo dei nostri mezzi quando specifichiamo e spieghiamo come riposa un delfino è sicuramente uno degli argomenti più interessanti.

Immaginate che hanno la capacità di poter sdoppiare i lobi cerebrali ed è di poter riposare con metà corpo e quindi metà cervello per volta durante le loro attività.

Ed è dovuto al fatto che sono animali che non possono riposare completamente perché sarebbero soggetti all’attacco di predatori, in più sono caratterizzati da una respirazione di tipo volontario rispetto a quella umana che invece è di tipo involontario, quindi non potrebbero riposare interamente durante la loro attività in mare.

Ketos, Centro euromediterraneo del mare e dei cetacei

L’idea di unire all’attività di ricerca scientifica un’attività turistica e di sensibilizzazione nasce da una profonda passione per il mare e quasi in maniera inconsapevole diciamo tutti i percorsi di questo progetto sono fra di loro collegati.

In quegli anni, avevo terminato gli studi presso la facoltà di Scienze della Maricoltura qui a Taranto presso Palazzo Amati, presso quella sede che a distanza di dieci anni sarebbe diventata poi il core del nostro progetto, quindi attraverso Ketos, Centro Euromediterraneo del mare e dei cetacei.

Ci troviamo a Ketos, nella storica sede di Palazzo Amati, nella città vecchia di Taranto, un progetto finanziato dalla Fondazione con il Sud che vede il coinvolgimento di diverse associazioni locali.

Laboratori multimediali, un laboratorio di ecologia e di genetica, una sala multimediale straordinaria, aule e percorsi didattici sulla cetofauna del Golfo di Taranto, laboratorio di chimica, genetica ed ecologia, un percorso multidisciplinare straordinario che termina attraverso un’immersione virtuale nella nostra ketos room.

 

*** Trascrizione generata automaticamente ***

a

Tue ‒ Thu: 09am ‒ 07pm
Fri ‒ Mon: 09am ‒ 05pm

Adults: $25
Children & Students free

Skip to content